Partiamo proprio da questa domanda.
Quello che vedo on-line è reale?
Video generato con AI.
Sempre più spesso i social ti presentano video sensazionali e spesso assurdi, dove succedono cose incredibili, talmente incredibili che è difficile credere siano veri.
E infatti, spesso non lo sono.
Sono contenuti falsi, creati con l’Intelligenza Artificiale.
Scene impossibili, notizie shock, creature mai viste, tutto è costruito per attirare clic, visualizzazioni e condivisioni.
Quando il falso diventa pericoloso
L’Intelligenza Artificiale non è buona o cattiva, come tutti gli strumenti dipende dell’uso che se ne fa.
Purtroppo alcuni la utilizzano in maniera impropra per creare contenuti ingannevoli che si spacciano per veri, spesso utlizzando senza consenso l’immagine di personaggi famosi, i cosiddetti deepfake.
Questi video falsi hanno lo scopo di manipolare l’opinione pubblica o realizzare delle truffe.
Possiamo ancora distinguere ciò che è reale?
Il confine tra falso e vero sta diventando sempre più labile.
Ad oggi è ancora possibile, se si ha un minimo di competenza digitale, individuare video e immagini realizzati con l’Intelligenza Artificiale.
Se si guardano i dettagli se ne trovano di incorenti (le mani sono il primo indicatori, spesso si contano 6 dita, oppure i movimenti della bocca non fluidi, o ancora oggetti che prima ci sono e poi spariscono o viceversa che compaiono dal nulla).
Ma quando anche questi problemi saranno risolti avremo un grosso problema.
Video generato con AI.
L’impatto sul mondo della pubblicità
Il cambiamento non riguarda solo i social, ma anche il mondo della comunicazione e della pubblicità.
In ambito pubblicitario il self made (fai da te) è una realtà sempre esistita da quando si sono diffusi i personal computer.
Negli anni mi è capitato spesso di vedere grafiche realizzate direttamente dal cliente (o più spesso dal cugino tutto fare) in publisher, word, power point o addirittura excel. Più recentemente con Canva.
Ma in questo ultimo anno si è diffuso in modo signicativo l’uso dell’Intelligenza Artificiale.
A fine dello scorso anno ho sentito diversi esperti dire che il lavoro in ambito pubblicitario è morto perché verrà sostituito dall’IA.
Forse in futuro sarà così ma al momento si è creata invece una situazione di appiattimento dei contenuti che vengono creati tutti con lo stesso stile e in modo quasi indistinguibile.
Non si vedono differenze tra chi vende Sushi o chi ti aggiusta il lavandino o ancora chi fa tatuaggi.


Locandine generate con AI.
Ma il messaggio pubblicitario non serve a renderti riconoscibile e a distinguerti dalla massa?
In un mondo che ti inonda di contenuti e dove la soglia di attenzione è sempre più bassa, creare contenuti che ti fanno distinguere diventa ancora più importante.
Contenuti tutti uguali non creano dei brand riconoscibili e distinguibili.
Il brand crea valore
L’Intelligenza Artificiale ha reso alla portata di molti la realizzazione di contenuti pubblicitari: 5 minuti e nessun costo da spendere in professionisti della comunicazione.
Costruire un brand richiede invece:
- strategia
- coerenza
- investimento di tempo e risorse
Ma è proprio il brand a fare la differenza tra:
- un’attività invisibile
- e un’attività che cresce nel tempo
La pubblicità è fondamentale per crescere nel tempo, acquisire nuovi clienti, distinguersi dalla concorrenza. Perché questo avvenga però bisogna lavorare con una strategia e investendo tempo ma soprattutto risorse magari affidandosi a dei professionisti.
Il fai da te porta via comunque tempo che si potrebbe investire nel proprio lavoro e spesso però non genera risultati reali.
Conclusione
L’Intelligenza Artificiale non è un problema, ma uno strumento potente, che può offrire grandi opportunità.
Il rischio nasce quando viene utilizzata male e senza una visione strategica.
In un mondo in cui tutto può essere generato in pochi minuti,
ciò che conta davvero è come scegli di distinguerti.
Perché alla fine, tra realtà e artificio,
le persone continuano a cercare una cosa sola:
autenticità.
